Lidia Vitali

Sono nata a Bergamo nel 1954, sposata dal 1975 e madre di un figlio.
Ho lavorato come impiegata amministrativa e “tuttofare”
all’ex “mitico” #CentroEDA di Redona - dopo la riforma è ora chiamato #CPIA - negli anni in cui i Centri Eda sono stati istituiti. Ho avuto il privilegio di lavorare con un bellissimo team d’insegnanti e collaboratori che ha creduto e sviluppato l’#educazionedegliadulti a Bergamo fino a farlo diventare uno dei centri più corposi d’Italia. Settore dell’istruzione pubblica poco conosciuto, evoluzione delle vecchie “150 ore”, si occupa di riportare gli adulti a scuola per conseguire diplomi di vario grado, per l’alfabetizzazione linguistica e informatica o per l’accrescimento culturale con corsi di varia natura. Un pezzo importante si occupa dell’insegnamento della lingua italiana agli stranieri per il conseguimento della certificazione necessaria per il permesso di soggiorno. Abbiamo tutti lavorato in quegli anni oltre il dovuto “per contratto”, per stemperare il disagio dello sradicamento sociale delle persone neoarrivate in Italia e accompagnarli alla scoperta di questa nuova lingua e “nuovo mondo”. Ho conosciuto in questo lavoro un’umanità varia e colorata che mi ha arricchito.
Politicamente ho avuto il mio svezzamento molto giovane negli anni del '68, dove ho militato nella sinistra extraparlamentare.
Poi ho fatto solo la madre, la moglie e la lavoratrice fino a quando ho sentito l’urgenza e il dovere morale di “ridiscendere in campo” negli anni dello stravolgimento berlusconiano. Ho intensamente creduto e partecipato all’unico sistema politico che in quegli anni lo poteva contrastare, il progetto popolare dell’Ulivo. Pur iscritta ai D.S. sono stata tra le prime ad aderire ai Comitati Prodi, ho proseguito partecipando molto attivamente alla fondazione dell’#AssociazioneCittadiniperl’Ulivo Bergamasca e all’#APD. Sono stata membro del Coordinamento Provinciale dell’Ulivo, un tavolo nato per coordinare partiti e amministratori locali dell’area. Tutti organismi che avevano l’obiettivo di arrivare alla costruzione del partito democratico con una forte connotazione ulivista, incontro delle sensibilità sociali popolari cattoliche e della sinistra. Delegata all’assemblea regionale costituente del Pd, sono stata candidata alle varie primarie del partito nelle liste Bindi e Civati. Voce critica nei confronti della “realizzazione a freddo” da qualche anno non sono più iscritta.
Ritengo che oggi, per rispondere al crescente disagio sociale, ci sia bisogno di riportare la barra verso sinistra.
E’ per questo che oggi, in ambito amministrativo, mi sento a casa e sostengo anche con la mia candidatura la lista #Ambiente, #Partecipazione e #Futuro.
In particolare credo che ci si debba impegnare molto nel prestare attenzione e prevenire il disagio e le devianze giovanili in genere oltre un certo disadattamento delle seconde generazioni, perché non si lasci indietro nessuno. Il pur meritevole lavoro degli oratori e della scuola in questi casi non basta più. Per esempio penso a figure che s’ispirino all’esperienza dei maestri di strada.
Dobbiamo investire di più nel formare una nuova #GenerazioneDiCittadini che ridia ossigeno alla nostra società. La sicurezza di tutti passa anche da qui.